detta di Sant’Antonino – ex convento dei Frati Minori Riformati
La chiesa con annesso il convento sono dedicati all’Immacolata, ma comunemente sono detti di sant’Antonino. La chiesa dell’Immacolata appartiene alla parrocchia Maria SS. Annunziata mentre il convento, in cui fino alla metà del ‘900 risiedevano i Frati Minori Riformati, è di proprietà comunale.
Chiesa e convento vennero edificati tra il 1649 il 1656 su volere di due benefattori: il principe don Blasco Corvino e sua zia donna Francesca Ventimiglia, su disegno predisposto dai frati secondo lo stile dei conventi francescani.
I lavori eseguiti dai maestri Francesco, Onofrio e Leonardo Lo Cascio della Terra di Ciminna e da m.ro Santo Lo Meli di Mezzojuso furono conferiti il 14 settembre 1649, ma i frati presero possesso del convento, con una solenne processione eucaristica, la domenica successiva alla festa dell’Immacolata Concezione del 1656.
La chiesa, ad una sola ampia navata, durante il corso dei secoli non ha subito trasformazioni strutturali e architettoniche, venne stuccata e decorata soltanto successivamente da maestranze locali o dagli stessi frati.
Sino al termine dell’Ottocento la chiesa fu luogo di sepoltura comune, fin quando non venne costruito il cimitero comunale; verso il 1920 col rifacimento del pavimento le sepolture furono eliminate.
È naturale che la chiesa abbia seguito le vicende del convento: fiorente in essa il culto quando numerosa era la comunità, solenni le festività francescane che vi si celebravano, fervida la partecipazione dei fedeli. Chiuso il convento per la soppressione degli ordini religiosi, rimase chiusa anche la chiesa; tornati i frati nel convento, benché in numero ristretto, la chiesa venne riaperta al culto che riprese con il fervore di una volta. Seguì un altro lungo periodo di chiusura fino alla fine degli anni ’90, difatti all’esterno della chiesa venne costruita una cappella provvisoria dedicata a sant’Antonino per permettere lo svolgimento della festa del Santo.
OPERE, SUPPELLETTILI E ARREDO SACRO
Le vicende che hanno interessato chiesa e convento hanno influito sulla presenza di opere e arredi sacri, oggi in gran parte assenti.
Le grandi tele sono: la tela dell’Immacolata nel presbiterio, attribuita alla bottega di Vito D’Anna; la tela della Natività con i Santi Anna e Gioacchino; la tela della Visione della Vergine a San Francesco d’Assisi; la tela dei Santi Antonio di Padova, Pasquale Baylon e Pietro d’Alcantara.
Oltre alle tele, alcune cappelle laterali ospitano le statue di San Pasquale Baylon opera in legno dello scultore Vincenzo Genovese, di San Francesco d’Assisi, di Sant’Antonio di Padova, dell’Immacolata e del Crocifisso. Altre opere sono la Madonna della Pietà con le Anime Sante del Purgatorio in cartapesta leccese e i due affreschi posti ai lati del presbiterio raffiguranti uno San Bonaventura da Bagnoregio e l’altro, oggi non più visibile, l’impressione delle stimmate a San Francesco.
Nel pavimento della chiesa sono presenti diverse lapidi con incisi gli epitaffi di alcuni defunti che vennero sepolti nella chiesa, questa è dotata di un ossario e di una cripta a cui si accede dagli ingressi posti lungo il corridoio centrale, oggi non visitabili.
Al centro dell’arco che separa la navata dal presbiterio è rappresentato lo stemma del comune di Mezzojuso. Da attenzionare sono alcuni altari in marmo e l’organo settecentesco presente nella cantoria, che ha subito un recente restauro.
CELEBRAZIONI
Le feste che si celebrano in questa chiesa sono quelle dei santi francescani (San Pasquale, San Bonaventura, Santa Chiara, etc.) e delle ricorrenze francescane come il Perdono d’Assisi (1-2 agosto) e l’Impressione delle Stimmate (17 settembre). In particolare:
- dall’1 al 12 giugno la tredicina di preparazione alla festa di Sant’Antonio di Padova, il 13 giugno si svolge la processione e durante la celebrazione della mattina vengono benedetti il pane e i “monacheddi”, ovvero i bambini battezzati nell’anno precedente che indossano il saio francescano;
- dall’1 al 3 ottobre il triduo di preparazione alla festa di San Francesco che termina la sera del 3 ottobre con la commemorazione del Transito e il 4 ottobre si celebra la messa solenne in onore del patrono d’Italia, mentre la processione si svolge la prima domenica di ottobre.
